NUOVE NORME TECNICHE SULLE COSTRUZIONI -NTC2018-

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10-04-2018

Pubblicate le nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC) e relativa
nota del CSLLPP: Modifiche al Capitolo 11 “Materiali e prodotti per uso
strutturale”

 

Pubblicate le nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC) e relativa
nota del CSLLPP: Modifiche al Capitolo 11 “Materiali e prodotti per uso
strutturale”

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018 (Supplemento Ordinario n.8) è stato
pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 17 gennaio 2018
contenente l’Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”;
il decreto, in allegato, è entrato in vigore il 22 marzo, trenta giorni dopo la sua pubblicazione.
Successivamente in data 21 marzo 2018 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) ha
pubblicato la nota 3187 riguardante una “PRIMA APPLICAZIONE DEL DM 17.01.2018,
RIPORTANTE L’AGGIORNAMENTO DELLE “NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI”, ALLE
PROCEDURE AUTORIZZATIVE E DI QUALIFICAZIONE DEL SERVIZIO TECNICO CENTRALE” che
si allega.
Con questa nota il Servizio Tecnico Centrale (STC) fornisce, agli operatori tecnici ed economici
interessati ed ai destinatari dei provvedimenti autorizzativi e/o di qualificazione di competenza
dello stesso STC, alcune prime indicazioni sia per quanto riguarda l’applicazione del nuovo
D.M. 17.01.2018 ai relativi procedimenti sia in merito all’impatto dello stesso D.M. sulle
istruttorie del Servizio Tecnico Centrale e sulle attività degli operatori economici coinvolti.
Ad iter ultimato le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni saranno composte da due
parti: il Decreto già emanato (tre articoli più un Allegato, che rappresenta il cuore del decreto,
composto da 12 capitoli) ed una Circolare esplicativa di prossima pubblicazione
(presumibilmente entro l’estate).

Il nuovo testo è stato scritto sulla base delle precedenti NTC emanate nel 2008 e su questo va
a fare correzioni, chiarimenti, modifiche; il nuovo decreto è quindi composto dagli stessi
capitoli del precedente DM 14/01/2008 ormai non più in vigore. 
L’iter di aggiornamento delle NTC era iniziato nel 2010 e nel corso di questi anni è stata fatta
una riscrittura d’intere parti per renderne più chiaro il contenuto, eliminare i refusi redazionali,
aggiornane i termini normativi e integrare la normativa nazionale con il quadro internazionale
in evoluzione. Nel 2014 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva approvato la bozza del
testo revisionato delle nuove NTC, mentre nel 2016 la Conferenza Unificata Stato Regioni
aveva dato il proprio via libera. Il parere positivo era stato però accompagnato da alcune
richieste di modifica del testo, in particolare per quanto riguarda l’adeguamento sismico, che
hanno fatto si che le nuove norme uscissero a gennaio 2018.
In merito all’ambito di applicazione e relative norme transitorie (articolo 2) viene previsto che
per le opere private le cui parti strutturali sono in corso di esecuzione o per le quali è già stato
depositato il progetto esecutivo, prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, si potranno
applicare le vecchie NTC fino all’ultimazione dei lavori e al collaudo statico degli stessi.
Per quanto riguarda i contratti pubblici si chiariscono i seguenti casi:
? per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, si possono
continuare ad applicare le NTC 2008 fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico
degli stessi;
? per i contratti pubblici di lavori già affidati prima del 22 marzo 2018, si possono
continuare ad applicare le NTC 2008 fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico
degli stessi solo nel caso in cui la consegna dei lavori avvenga entro il 22 marzo 2023;
? per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima del 22 marzo 2018, si possono
continuare ad applicare le NTC 2008 fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico
degli stessi solo nel caso in cui la consegna dei lavori avvenga entro il 22 marzo 2023 e
i progetti siano stati redatti secondo le NTC 2008.

Nell’Allegato al decreto sono contenute le vere novità; in particolare una grande attenzione è
stata data ai materiali apportando modifiche al Capitolo 11 (Materiali e prodotti per uso
strutturale).
Allo scopo di recepire le disposizioni dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei prodotti da
costruzione il testo è stato sostanzialmente rivisto in accordo con le disposizioni del
Regolamento UE n. 305/2011 (entrato in vigore il 1° luglio 2013) che “fissa condizioni
armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione ed abroga la Direttiva
89/106/CEE”.
Questo allineamento ha comportato la modifica delle denominazioni delle certificazioni e delle
qualificazioni necessarie per i prodotti strutturali ma non ha cambiato le procedure e i rapporti
tra i diversi soggetti coinvolti nel controllo e accettazione in cantiere dei materiali.
In particolare nel Capitolo 11.1 (Generalità) si è introdotta una definizione più puntuale dei
materiali e prodotti per uso strutturale che consentono a un’opera che li incorpora di soddisfare
le prestazioni relative al requisito base n. 1 ”Resistenza meccanica e stabilità” previsto dal
Regolamento Europeo 305/2011.

Sono state quindi aggiornate le definizioni, fra cui quella di “Valutazione Tecnica Europea” -
European Technical Assessment – ETA - (ex Benestare Tecnico Europeo), del Certificato di
Valutazione Tecnica – CVT (ex CIT, Certificato di Idoneità Tecnica) e della Dichiarazione di
Prestazione (ex Dichiarazione di Conformità).
Viene chiarito che il Certificato di Valutazione Tecnica è rilasciato sulla base di Linee Guida del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ove disponibili, e viene prevista una norma transitoria
per i CIT in corso.
Alla fine del suddetto capitolo è stata introdotta una procedura delegificata per un
aggiornamento periodico degli elenchi delle norme UNI richiamate nelle NTC, che ne consente
il tempestivo allineamento a quelle EN e ISO di riferimento, nonché alle altre UNI.
Nel Capitolo 11.3 (Acciaio) tutte le terminologie e le procedure sono state allineate al
Regolamento Prodotti da Costruzione 305/2011 e ridefinite allo scopo di garantire la
tracciabilità del prodotto.
Anche per gli acciai da carpenteria ci si è adeguati alla UNI EN 1090-1 (paragrafo 11.3.4.1),
superando così le difficoltà interpretative e operative che si erano verificate con il decreto del
2008.
Si sono distinti i centri di trasformazione per carpenteria metallica dai centri di produzione di
elementi (paragrafo 11.3.4.10) e sono stati definiti in maniera più puntuale i controlli di
produzione in stabilimento per la qualificazione e i controlli di accettazione in cantiere
(paragrafo 11.3.4.11).
Un inciso merita la questione del Direttore Tecnico dello stabilimento nominato dal Centro di
Trasformazione che, come previsto al paragrafo 11.3.1.7, dovrà essere abilitato all’esercizio di
idonea professione tecnica. In questa nuova versione della norma si evince che si tratti di un
professionista iscritto all'albo.
In questo senso la normativa è peggiorativa perché nelle vecchie NTC si faceva riferimento al
TU Edilizia e in particolare all'articolo che declinava le caratteristiche del direttore dei lavori: in
quel caso l'interpretazione poteva essere estensiva e con valutazioni di buon senso era
possibile ricondurre il riferimento alla condotta del direttore dei lavori e non alla qualifica.
In merito alla problematica del direttore tecnico di stabilimento la confederazione, nel corso
degli incontri avuti con il CSSLLPP per la revisione della norma, aveva proposto per i centri di
trasformazione modifiche normative che tenessero conto delle caratteristiche strutturali delle
piccole imprese e, di conseguenza, non prevedessero necessariamente come direttore tecnico
di stabilimento una figura professionale abilitata; in un primo momento tali modifiche erano
state accettate per poi essere, successivamente, stralciate in seguito a sopravvenute necessità
di maggiori controlli sulla filiera e richieste di adeguate professionalità anche per lavorazioni
ripetitive.
Da colloqui intercorsi in questi giorni con il CSSLLPP è sembrata emergere la possibilità che,
per quanto riguarda il nostro sistema produttivo, potrebbero nuovamente essere prese in
considerazione proposte semplificative da veicolare eventualmente in occasione della
pubblicazione della Circolare interpretativa.

Nel Capitolo 11.7 (Materiali e prodotti a base di legno) sono stati aggiornati tutti i riferimenti
alle norme di prodotto che sono state oggetto di profonde revisioni in sede comunitaria dopo il
2008 (La lettura di questo capitolo va opportunamente integrata con quanto previsto al punto
2.8 della nota integrativa pubblicata il 21 marzo 2018 dal Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici).
In particolare al Paragrafo 11.7.10.1 sono state riviste le parti relative ai Centri di
trasformazione e loro qualificazione; scrivendo, innanzitutto, che qualora non sia applicabile la
marcatura CE valgono le disposizioni ministeriali si sono sottoposte in maniera certa le regole
nazionali a quelle comunitarie.
Più avanti nello stesso capitolo si stabilisce che i Centri di lavorazione sono quei luoghi dove si
prendono gli elementi base classificati (ossia le travi in assetto “fuori segheria”) e li si
trasforma per divenire elementi di un tetto, di un soppalco, di un balcone ecc…
Integrando quanto scritto nel paragrafo in oggetto con quanto specificato al punto 2.8 della
nota integrativa del 21 marzo 2018 si evince che il Servizio Tecnico Centrale continui a ritenere
che la Marcatura CE si fermi alla trave e che il prodotto prefinito sia da trasformare nei centri
di trasformazione. Si stabilisce infatti che qualora un produttore di elementi Marcati CE (sulla
base delle UNI EN 14080 per legno lamellare o delle UNI EN 14081 per legno massiccio)
esegua attività proprie dei centri di trasformazione debba denunciare questa attività al STC
così da ottenere il conseguente Attestato di qualificazione; i medesimi obblighi sono previsti
anche per ditte straniere dotate di marcatura CE.
Per quanto riguarda il Direttore Tecnico della produzione (paragrafo 11.7.10.1) le nuove norme
prevedono che, oltre ad avere una comprovata esperienza ed essere dotato di attestato
conseguito tramite apposito corso di formazione (già introdotto con le vecchie norme), debba
frequentare un corso di aggiornamento obbligatorio con cadenza almeno triennale; ne
consegue, come specificato nel punto 2.8 della nota del 31 marzo 2018, che i Direttori che
abbiano già seguito un corso di formazione, in caso di mancato aggiornamento, vedranno
decadere la loro qualificazione di Direttore.
Inoltre i regolamenti, i curricula dei docenti e i rispettivi programmi didattici dei suddetti corsi
devono essere “preventivamente approvati” dal Servizio Tecnico Centrale, sentito il CSLLPP,
che verificherà la complessiva congruenza dei corsi con i requisiti richiesti dalle norme. Quindi
le nuove NTC prevedono che tali corsi siano esplicitamente approvati dal servizio Tecnico
Centrale mentre con le vecchie NTC era sufficiente il deposito delle stesse. Come specificato
nella nota del 21 marzo 2018 ne consegue, pertanto, che tutte le Organizzazioni che in passato
hanno già organizzato corsi per Direttori Tecnici di stabilimento, per confermare i programmi
dei corsi anche alla luce delle nuove NTC 2018 dovranno presentare apposita domanda al
Servizio Tecnico Centrale.
Nella nota del 21 marzo 2018 viene ulteriormente specificato che per quanto riguarda la
Comunicazione annuale di conferma attività con le nuove NTC 2018, l’obbligo cessa per i Centri
di lavorazione; i Fabbricanti (ovvero i Produttori di elementi Uso Fiume o Uso Trieste) dovranno
invece continuare a confermare la loro attività entro il 31 gennaio di ogni anno, allegando la
documentazione attestante i controlli di produzione effettuati nel corso dell’anno precedente.

In merito invece alla validità degli Attestati di qualificazione rilasciati dal STC la suddetta nota
prevede che con le nuove NTC 2018 gli Attestati di Produzione di elementi strutturali in legno
(Uso Fiume ed Uso Trieste) avranno validità quinquennale: alla scadenza occorrerà inoltrare
apposita istanza di rinnovo, pagando le relative tariffe indicate dal DM 267/2012. Gli attestati
già rilasciati ai sensi delle precedenti NTC 2008 cessano di avere validità allo scadere dei
cinque anni dall’entrata in vigore delle NTC 2018.

Gli Attestati di denuncia attività dei centri di lavorazione continuano invece ad essere senza
scadenza (ne consegue che i precedenti attestati rilasciati ai sensi delle NTC 2008
continueranno ad essere validi anche per le nuove NTC 2018).
Nel paragrafo 11.7.10.2 vengono, infine, definite le modalità ed i compiti del Direttore dei
Lavori in merito alla obbligatorietà dei controlli di accettazione e identificazione di materiale
ligneo in cantiere.

Per visionare il decreto clicca qui 

Nota del CSSLLPP del 21 marzo 2018 clicca qui 
 


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