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CORONVIRUS MASCHERINE A NORMA, CHIAREZZA SULLE REGOLE PER PRODURLE

CORONAVIRUS – Mascherine a norma. Confartigianato Varese fa chiarezza sulle regole per produrle  In questa situazione di emergenza sanitaria e di carenza di mascherine e dispositivi di protezione individuale molte aziende hanno deciso di convertire la produzione e realizzare questa tipologia di materiale. Ma per mettere sul mercato mascherine e dpi sicuri ed efficaci bisogna conoscere e rispettare precise norme. Confartigianato Imprese Varese fa chiarezza sull’argomento con un ampio approfondimento pubblicato sul proprio portale in cui fornisce indicazioni preziose e pratiche alle aziende che vogliono realizzare questi prodotti. Confartigianato è grata a Confartigianato Varese per questa iniziativa. In un momento tanto grave e spesso confuso per tutti noi, cittadini e imprenditori, non possiamo permetterci di improvvisare. Questo contributo di chiarezza serve alle nostre aziende a svolgere correttamente il proprio lavoro. Di seguito l’approfondimento di Confartigianato Varese Mascherine e Dpi, c’è troppa confusione in giro. Eppure il tema, anche data la situazione, è terribilmente serio. Proviamo dunque a fare chiarezza, partendo da una breve 1/5 premessa: qualsiasi prodotto realizzato nei Paesi avanzati, Italia compresa, deve rispettare normative necessarie a tutelare i consumatori e, a volte, anche il mercato interno. Non fanno eccezione mascherine e dispositivi di protezione individuale (DPI). Come tutti sanno, si tratta di prodotti che potrebbero proteggerci in questa fase e che, ad oggi, risultano pressoché introvabili, motivo per cui in molti hanno deciso di avviare nuove produzioni, con il consenso dei media e dell’opinione pubblica. Tutto sistemato? «Non proprio» spiega il consulente ambiente e sicurezza di Confartigianato Imprese Varese, Davide Baldi, «perché sono ovviamente ancora in vigore precise regole sulla produzione dei Dpi». Regole che devono essere osservate. Cerchiamo di essere più specifici analizzando il problema per capitoli. I MATERIALI «Non tutti i materiali sono idonei e chi, fino a ieri, produceva altro, potrebbe non saperlo», dice Baldi. Spieghiamone le ragioni: le norme specifiche sulle semi-maschere filtranti UNI EN 149:2009 e sulle maschere facciali a uso medico UNI EN 14683, non dicono che materiale occorra per produrle ma elencano le caratteristiche che devono avere, così da consentire anche l’impiego di nuovi materiali. Ma in momenti di emergenza non c’è il tempo di studiare nuovi materiali. Che fare dunque? Il 21 marzo Regione Lombardia, con il Politecnico, ha fissato dei requisiti minimi: «Il materiale può consistere in TNT (tessuto-non-tessuto) in polipropilene o (come seconda opzione) in poliestere… diametro 1-3 micron… almeno 20 g/mq di mel blow in singolo strato oppure come somma di più strati». Si tratta di una indicazione semi-ufficiale dato che né Regione Lombardia e né Politecnico hanno potere normativo, ma nello specifico è stato valutato che un materiale del genere può rispondere a buoni requisiti di funzionamento. «Alle aziende non possiamo far altro che dire: se non avete a disposizione simili materiali, non potete realizzare mascherine considerate idonee» specifica Baldi, che tuttavia prende atto di alcune criticità oggettive: i costi del TNT sono lievitati e trovarlo è quasi impossibile. LA PRODUZIONE Capitolo produzione: la differenza tra realizzazione di mascherine a uso medico e realizzazione di mascherine non a uso medico è sostanziale. «In caso di maschere non a uso medico ma semplicemente di semi-maschere filtranti, non pare ci siano particolari restrizioni anche se è sottointeso che non possono essere contaminate, soprattutto in un momento di pandemia virale, e non possono essere un potenziale rischio di infezione». La norma comunque specifica che «devono essere imballate in modo da essere protette contro danni meccanici e contaminazioni prima dell’uso». Quindi anche la produzione deve evitare contaminazioni. 2/5 È comunque previsto che vi sia un sistema di gestione della qualità, ISO 13485 o Good Manufacturing Practices (GMP). «Se, invece, le mascherine sono a uso medico, tutto diventa più complicato». «Il fabbricante deve aver predisposto e implementato un sistema di gestione della qualità per garantire e regolare, mantenere e controllare i requisiti di base relativi all’attività di produzione»: tradotto, questo non significa che il sistema deve essere certificato ma che bisogna seguire procedure e registrazioni adeguate a garantire l’assenza di contaminazione batteriologica. IL PRODOTTO Sia le semi-maschere filtranti che le maschere a uso medico prevedono test severi, che consentono di classificarle in base al grado di protezione. In particolare, le semimaschere come FFP1, FFP2, FFP3 in base al grado di penetrazione degli aerosol di prova e le maschere medicali Tipo I, II, IIR in base alla filtrazione batterica. Le norme prevedono l’effettuazione obbligatoria di test di classificazione. LE DEROGHE L’Istituto Superiore della Sanità (ISS), vista la situazione di emergenza, ha emesso una nota esplicativa indicando una «procedura di produzione in deroga di maschere facciali a uso medico (Art. 15 del Decreto Legge del 17 marzo 2020 n.18)». In questa nota si prende atto del fatto che, in considerazione dell’urgenza, non c’è tempo per effettuare l’intero iter burocratico necessario a produrre un dispositivo medico. Il produttore può dunque autocertificare il rispetto di tutti requisiti previsi dalle varie norme, sottoporlo all’ISS e vendere le mascherine senza marcature CE. L’ISS non effettuerà alcuna prova sul campione ma si limiterà a una valutazione documentale in modo da rispondere entro tre giorni nel merito dell’idoneità. In caso contrario, il produttore o il commerciante dovrà ritirare tutta la merce immessa sul mercato. «La responsabilità è tutta in capo al produttore o al commerciate – sintetizza Davide Baldi – Di suo l’ISS non si assume alcuna responsabilità sul prodotto, ma solo sulla documentazione fornita». REGIONE LOMBARDIA Regione Lombardia ha sottoscritto un accordo con il Politecnico che consente di inviare all’ateneo dieci campioni di mascherine da testare, specificando se si tratta di DPI o di mascherine chirurgiche. Entro tre giorni si riceverà un riscontro di merito. La Regione specifica inoltre che «è possibile produrre e immettere in commercio mascherine chirurgiche destinate agli operatori sanitari e sociosanitari o DPI destinati a tutti gli altri lavoratori tuttora autorizzati a svolgere la propria attività e non in condizione di mantenere la 3/5 distanza interpersonale di almeno un metro se e solo se esse hanno caratteristiche di protezione identiche a quelle certificate». «Le altre tipologie di mascherine, non idonee, per caratteristiche tecniche … Leggi tutto

CORONAVIRUS , CONSIGLI ANAP PER GLI ANZIANI IN UN VADEMECUM

EMERGENZA CORONAVIRUS NEL MONDO: I CONSIGLI DI ANAP PER GLI ANZIANI IN UN VADEMECUM TRADOTTO IN QUATTRO LINGUE       In questo delicato momento di emergenza, che influisce sulla vita di tutti e in particolare sulle categorie più fragili e spesso sole come le persone anziane, l'Anap ha definito e diffuso un vademecum dedicato alla terza età. Si tratta di una guida semplice, che contiene consigli pratici su come comportarsi per difendersi efficacemente dal contagio Coronavirus, ma anche qualche suggerimento utile per difendersi dal rischio di cadere vittime di truffe e raggiri che, nonostante il periodo, sono sempre dietro l'angolo. L'iniziativa è stata accolta e sposata appieno da Fiapa, la Federazione Internazionale di Rappresentanza degli Anziani, consapevole delle conseguenze attuali e future dell'emergenza per la popolazione anziana in tutti i Paesi coinvolti. Per poterne promuovere la diffusione capillare, il vademecum è stato tradotto e pubblicato in quattro lingue (italiano, francese, spagnolo, inglese) al fine di supportare e tutelare le persone anziane che vivono in Europa e nel mondo. In allegato le quattro versioni del documento. PER SCARICARE IL VADEMECUM CLICCA QUI

COSA FACCIO DOPO LA SCUOLA ? IL PANIFICATORE

PANIFICATORE  Il panificatore produce pane (di farina bianca, segale, integrale), dolci da consumare freschi o da conservare, prodotti di piccola panetteria nonché prodotti tipici. Il processo di preparazione del pane si articola essenzialmente in tre fasi: preparazione dell’impasto, modellatura dell’impasto, cottura delle pagnotte. Per la preparazione dell’impasto tutti gli ingredienti vanno pesati seconda la ricetta, impastati nell’impastatrice, trattati e a seconda del prodotto lasciati riposare per un certo periodo di tempo. Per dare forma all’impasto si utilizzano apposite macchine o le mani. Durante la cottura è necessario controllare il calore e il procedimento della cottura. Infine il prodotto viene tolto dal forno e in certi casi farcito. Tra le attività correnti rientra l’accurata pulizia del forno e delle macchine. Questo mestiere si svolge per lo più in piccoli gruppi e in ambienti molto caldi. L’orario di lavoro inizia il mattino molto presto e termina all’incirca verso mezzogiorno. ATTITUDINI, CONOSCENZE, FIGURE AFFINI Attitudini Buona salute (il fornaio lavora essenzialmente stando in piedi, assenza di allergie e asma), abilità manuali, gusto e olfatto sviluppati, disponibilità ad alzarsi al mattino presto e a lavorare in gruppo, attitudine al lavoro pratico-artigianale Figure professionali affini Pasticciere/a, pizzaiolo/a, cuoco/a, tecnico/a alimentarista Nozioni e abilità richieste Il processo produttivo in genere. La conoscenza delle farine; La lievitazione; I tipi di pane. Le tecniche di lavorazione: della sfoglia dolce, della sfoglia salata e della pasta frolla. Regole di refrigerazione, congelamento e interruzione della lievitazione. Nozioni sulla formazione e modellatura dei prodotti della panificazione. Regole di funzionamento dei forni, degli impianti di refrigerazione e congelamento, nonché delle macchine e attrezzature Utilizzando le macchine al panificatore spetta soprattutto il controllo delle varie operazioni. Se l’operazione invece è eseguita manualmente, viene richiesta velocità e abilità. Conoscenza delle normative d’igiene, del sistema di autocontrollo (HACCP) e della certificazione di qualità. Nozioni di marketing, amministrazione e gestione d’impresa, tecniche di vendita PERCORSO FORMATIVO Le Regioni possono istituire appositi corsi di formazione o riconoscere quelli organizzati da associazioni di categoria ed enti privati. Apprendistato di 1° livello per la qualifica o il diploma In alcune regioni è previsto l’apprendistato per la qualifica o il diploma con durata dai 3 ai 4 anni a seconda dei cicli scolastici. Apprendistato professionalizzante Per giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni o 17 con qualifica professionale conseguita ai sensi del ddl 225/2006. Il contratto di apprendistato ha una durata massima di mesi 60. ATTIVITÀ PROFESSIONALE Settore privato Panifici, pasticcerie, alberghi, industria dolciaria, ecc. Attività in proprio Per poter avviare l’attività non è richiesta obbligatoriamente alcuna attestazione relativa ad una formazione professionale conseguita. L’apertura di un nuovo esercizio di panificio è soggetta alla presentazione di apposita Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune nonché l’iscrizione all’albo delle Imprese artigiane tenuto dalla Camera di Commercio ove ha sede l’impresa.    

CONFARTIGIANATO EDILIZIA, APPALTI,ANAC CHIEDE L’ ESONERO TASSE PER IMPRESE E PA

Appalti, ANAC chiede esonero tasse per imprese e PA Sospendere la tassa sulle gare a carico di Pa e imprese. È la proposta dell’ANAC (Autorità anticorruzione) presentata ieri con la delibera n. 289 con l’obiettivo di evitare un’ulteriore sottrazione di liquidità per imprese e stazioni appaltanti in questa fase in cui l’emergenza sanitaria è diventata anche emergenza economica. L’ANAC chiedere al Governo con la delibera l’adozione di un intervento normativo urgente che disponga l’esonero dal versamento della contribuzione prevista all’art. 1, comma 65 e comma 67 della legge n. 266 del 23 dicembre 2005, per tutte le procedure di gara avviate dalla data di entrata in vigore della norma e fino alla data del 31 dicembre 2020, da parte di operatori economici e stazioni appaltanti. L’entità del versamento varia in base all’importo di gara e per le imprese può arrivare fino a 500 euro e per la PA fino a 800 euro (vedi tabella delibera ANAC 1174 del 19 dicembre 2018). Sono in ogni caso esentati dall’obbligo di contribuzione le stazioni appaltanti e gli operatori economici in relazione alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture espletati nell’ambito della ricostruzione, pubblica e privata, a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017 e nell’ambito dell’affidamento di contratti da eseguire all’estero. Per coprire le conseguenti minori entrate dovute al mancato versamento, l’Autorità ricorrerebbe all’utilizzo dell’avanzo di gestione del 2019, ma in ogni caso la proposta per essere operativa deve essere inserita in un provvedimento di legge. Leggi la delibera ANAC n. 289 del 1 aprile 2020

CORONAVIRUS, UNICREDIT ANNUNCIA UN PACCHETTO DI EMERGENZA PER FAMIGLIE E AZIENDE

EMERGENZA COVID-19: pacchetto iniziative Unicredit a supporto delle imprese. Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni per informarvi circa lo sviluppo di iniziative e strumenti finanziari da parte del mondo bancario al fine di fornire supporto e assistenza alle imprese, ma anche alle famiglie, in questo momento straordinario di difficoltà economica. UniCredit ci ha segnalato di aver predisposto un pacchetto di servizi che integra quanto già previsto dal Decreto Cura Italia e dalla moratoria ABI per le piccole e medie imprese. Oltre alla possibilità di ottenere consulenze a distanza (o, se necessario, concordare un appuntamento presso le filiali aperte) e accedere a tutti i servizi bancari attraverso i canali remoti, UniCredit prevede per le piccole e medio imprese clienti: – credito aggiuntivo, pari ad almeno il 10% del debito residuo, attraverso la rinegoziazione e/o il consolidamento del debito e con la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia. – per i finanziamenti a medio-lungo termine la possibilità di richiedere la sospensione del rimborso della quota capitale delle rate per 3-6 mesi, con possibilità di proroga fino a un massimo di 12 mesi. E’ prevista inoltre la proroga delle linee di import fino a 120 giorni e la concessione di linee di credito di liquidità con durata sino a 6 mesi. – per i mutui ipotecari è prevista la possibilità di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate di fino a un massimo di 12 mesi. Tale sospensione potrà essere attivata su richiesta con decorrenza dalla prima rata utile. L’importo complessivo del capitale delle rate sospese dovrà essere restituito, senza spese e/o oneri aggiuntivi, ferma restando comunque la maturazione degli interessi contrattuali sulle quote di capitale posticipate, con le stesse modalità e condizioni previste nel contratto di mutuo: – con rate aventi la stessa periodicità di quelle scadute durante il periodo di sospensione, al termine del piano di ammortamento originario – in unica soluzione al termine del periodo di sospensione – contestualmente all’eventuale estinzione anticipata del finanziamento. Per le informazioni e/o richiedere la sospensione delle rate è disponibile il numero verde 800.323285. Trovate in allegato la modulistica necessaria alle imprese per richiedere l’attivazione degli interventi previsti dal D.L. “Cura Italia” (art.56) e dall’Addendum alla moratoria ABI di cui alla nostra precedente circolare (cfr. Prot. 387 del 25 marzo scorso) e il comunicato stampa relativo al pacchetto emergenza UniCredit PER INOLTRARE LA RICHIESTA SCARICA E COMPILA IL MODULO ALLEGATO, CLICCA QUI  PER ATTO NOTORIETA' CLICCA QUI  PER DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA CLICCA QUI 

CORONAVIRUS- BNL ANNUNCIA UN PACCHETTO DI EMERGENZA PER FAMIGLIE E AZIENDE

COVID-19: iniziative BNL a supporto delle imprese. Facciamo seguito alle precedenti comunicazioni circa le iniziative intraprese dal mondo bancario in favore delle imprese per fronteggiare l’attuale crisi, per inviare in allegato un quadro sinottico in cui sono riepilogate le principali caratteristiche dei servizi offerti da BNL finalizzati ad attivare alle PMI che ne faranno richiesta, le misure contenute all’interno del decreto “Cura Italia”. per scaricare il quadro di sintesi clicca qui 

CORONAVIRUS- FIRMATO CON L’ ABI ACCORDO PER ANTICIPO CASSA INTEGRAZIONE

CORONAVIRUS – Firmato con l’Abi accordo per anticipo della cassa integrazione Garantire subito il reddito ai lavoratori che, a causa dell’emergenza coronavirus, sono in cassa integrazione, grazie all’anticipo da parte delle banche, senza dover aspettare i tempi necessariamente più lunghi della procedura ordinaria attivata dall’Inps. Nasce con questo obiettivo la convenzione firmata il 31 marzo dall’Abi con Confartigianato, le altre Organizzazioni delle imprese  e i sindacati, alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo. Dopo un lungo confronto in videoconferenza andato avanti per oltre sei ore,  è arrivato l’accordo che consente il versamento direttamente sui conti corrente dei beneficiari degli importi degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia”. L’accordo potrà essere esteso anche alle prestazioni dei Fondi di solidarietà bilaterale e nei prossimi giorni ne verranno perfezionate le disposizioni attuative. In baso all’accordo, le banche convenzionate potranno dare un anticipo fino a 1.400 euro ai lavoratori messi in cig a zero ore per nove settimane, la durata massima ad oggi prevista dal decreto del 17 marzo per la cig ordinaria e in deroga con causale “Covid-19”. Si tratta, quindi, di 700 euro circa al mese. Gli importi saranno ridotti in caso di durata inferiore o di part time. I primi pagamenti potranno partire in un paio di settimane, indica Catalfo, sottolineando la volontà di rifinanziare “in modo importante la cassa integrazione” e di allungarne la durata per altre settimane, nel decreto di aprile.  

CORONAVIRUS – nuove linee guida per la libera circolazione dei lavoratori oltre confine

CORONAVIRUS: LA COMMISSIONE EUROPEA PRESENTA LE LINEE GUIDA PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI OLTRE CONFINE Confartigianato Trasporti informa che, per far fronte alla crisi COVID, la Commissione Europea ha presentato le sue linee guida per la libera circolazione dei lavoratori (compresi i distaccati) oltre confine. Si allega Nuove Linee guida (in inglese) e una traduzione di cortesia non ufficiale

CORONAVIRUS, PROROGHE SCADENZE RIFIUTI

COMUNICAZIONE SUI RIFIUTI   A seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, sono prorogate al 30/06/2020 le seguenti scadenze ambientali:  presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD); presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell'anno precedente, nonché trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli; presentazione al Centro di Coordinamento RAEE della comunicazione di cui all'articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49.  EMISSIONI IN ATMOSFERA  La Regione Piemonte con Determina Dirigenziale del 25/03/2020: "Misure temporanee relative ad adempimenti previsti dalle autorizzazioni in via generale alle emissioni in atmosfera, di cui all'articolo 272, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ha disposto quanto segue:  IL  di prorogare, fino al 30 giugno 2020, i termini per la presentazione dei "MODELLI DI REGISTRAZIONE E PIANO DI GESTIONE DEI SOLVENTI”, previsti dalle autorizzazioni di carattere generale, adottate dalla Regione Piemonte ai sensi dell'articolo 272, comma 2, del d.lgs. 152/2006. di prorogare fino al 30 giugno 2020 degli adempimenti relativi agli autocontrolli delle emissioni in atmosfera, aventi termine di effettuazione successivo al 10 marzo 2020, previsti dalle autorizzazioni di carattere generale, adottate dalla Regione Piemonte ai sensi dell'articolo 272, comma 2, del d.lgs. 152/2006.  ALBO GESTORI AMBIENTALI  La scadenza del pagamento del diritto annuale di iscrizione all'Albo è prorogata al 30  GIUGNO 2020.  Le autorizzazioni in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile conservano la loro validità sino al 15 giugno. In attesa di conoscere l'evolversi della situazione legata al Covid-19, cd. Coronavirus, il Comitato nazionale dell'Albo gestori ambientali ha disposto, in via cautelativa, di rinviare le sedute relative alle verifiche di idoneità per responsabili tecnici programmate dalla data del 25 febbraio 2020 alla data del 28 maggio 2020.

REGIONE PIEMONTE, SI ALLA VENDITA DI ARTICOLI CARTOLERIA ALL’ INTERNO DELLE ATTIVITA’ CHE VENDONO ALIMENTARI

EMERGENZA CORONAVIRUS- DECRETO 35 REGIONE PIEMONTE RIF. VENDITA ARTICOLI DI CARTOLERIA E FORNITURE UFFICIO. All’interno delle attività di vendita di generi alimentari e alle altre attività commerciali non soggette a chiusura sarà possibile a partire da oggi lunedì 30 marzo la vendita al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio (codice ATECO 47.62.20). Lo stabilisce, in deroga al Decreto nazionale che vieta il commercio di questa tipologia di prodotti, l’ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il documento è stato definito in collaborazione con l’assessore al Commercio Vittoria Poggio – Assessore Regionale e gli assessori all’Istruzione Elena Chiorino e ai Bambini Chiara Caucino – Assessore Regionale. Parallelamente le cartolibrerie e gli altri esercizi commerciali, che da Decreto devono mantenere i locali chiusi al pubblico, potranno proseguire la vendita di questi prodotti di cancelleria per corrispondenza con consegna a domicilio, come già avvenuto fino ad oggi. https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2020-03/decreto_presidente_della_giunta_regionale_n._35_-_29_marzo_2020.pdf?fbclid=IwAR3LlXwckXLD2gjKikkkYBMEoZ-EU6u8WdXSH4cu8ddhdKm78nVpg20bPlU